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Anche di questo dobbiamo parlare

Anche di questo dobbiamo parlare

sento la tua voce in lontananza

la porta si chiude e tu volti il capo

buongiorno e buonasera quando prendi l’ascensore

le luci sorprendono quando le nuvole fanno una pausa

appena a letto, ti cerco senza trovarti e poi, nonostante tutto, mi addormento

credi che ci sia qualcuno in casa e invece non c’è nessuno

ti ricordi che avevi lasciato della frutta in frigo e scopri che l’hai mangiata la notte scorsa, ma lo hai dimenticato

com’è che si chiamava quello che diceva sempre di voler parlare con noi ma non ascoltava?

bisogna dare acqua alle piante e non dimenticarlo

chiudi a chiave prima di uscire e immagini che così i ladri faranno più fatica a entrare e ti senti soddisfatto

è sicuro che solo due viti e due bulloni bastino?

acqua ogni giorno, fidati

cosa usa per l’omelette?

andare più veloce per non perdere il tram ma senza correre, perché per niente vale la pena affannarsi e men che meno per il tram

guardare qualcuno e sorridergli per cortesia o per amore

frugare nella borsa della spesa dove hai lasciato cadere il sacchetto con il panino che adesso vuoi mangiare subito

rispondere con convinzione a qualcosa di cui non sei convinto solo per dire di sì, va tutto bene, calmati ora, e rassicurare qualcuno

provare a non mentire

sentirsi nel vento le foglie e ritornare a terra

perché succedono le cose?

dopo che sei partita, è cominciato a piovere

devi dire che hai fatto del tuo meglio

scegliere un orario di un treno e andare via

essere quello che non vorresti essere

ripeterti che devi cambiare la tua vita e ripensare alla poesia

credere di non farcela camminando per casa

ti viene fame e dimentichi che credevi di non farcela

i fagioli, quelli nel vetro

una banana al giorno

ecco cosa gli hai detto

decidere che è ora di fare la doccia, anche se ogni giorno è un’ora diversa

ma come ti sei vestito?

pensare di scrivere a qualcuno, non scrivergli

fare liste delle cose da fare e cancellare quello che hai fatto

credere di essere nel giusto e che no, non è colpa tua

vorrei dirti che mi manchi

mettere una mano intorno alle spalle di un amico perché gli vuoi bene, ma dirlo è un’altra cosa

chissà che cosa troverai nella posta oggi?

questo va ascoltato a volume alto

tutto è prenotato

che qualcosa di bello accada, ecco di cosa hai bisogno, ti dici

sono ancora le cinque ed è meglio non alzarsi, aspetti

magari ti riaddormenti

usare i colori puri

sentire precisamente che l’ami, anche se non sai come, non ne vedi i contorni

stare seduto su una panchina al lago, mentre aspetti che il tempo passi prima di andare a quella porta in centro

un altro giorno magari li inviterai a cena, ma adesso sei stanco

no, meglio lasciarlo raffreddare

il giorno dopo è sempre più buono

chiudere la finestra della stanza quando esci dalla doccia

ti accorgi solo adesso che fa freddo

ci saranno dei vetri per gli specchi del bagno che non si appannano e li devi trovare

no, non hai voglia di andare da loro, ma ci vai per essere come loro

c’è tanta gioia in lei, è incomprensibile, la gente la odierà

in alto sul fiume c’erano già gli uccelli che passavano per migrare

come si fa a essere come loro?

gli avverbi bisogna saperli usare, non è una questione personale – se il ritmo non è personale

sapere che fare con i resti dei pastelli rimasti sul tavolo

schiacciare il blu, con la punta del dito

non avere sensi di colpa

fare piani per grandi opere, ma poi dover andare a fare la spesa

avere delle opinioni su tutto quello che è mangiare e cucinare

è la tenerezza

come sto così?

vieni anche tu

è solo la tenerezza

pensare che tornerà, anche se sai che non è così

addormentarsi senza accorgersene

l’influenza non è ancora arrivata

sembra già novembre

lasciar perdere cercando di convincersene

la vicina non saluta mai, forse sei tu che non saluti

no, l’impermeabile non ci sta bene

sei timido, ma nessuno ti crede

sì, devi comprare un nuovo tavolo

Lo hai più visto?

se non ti chiamo è perché sono con qualcuno.

pensano di capire tutto, perché credono nella loro lunga esperienza

ci vediamo quando torno

scusa, era un po’ improvvisato

quindi, tu sei davvero così

il detersivo per i piatti è il sapone migliore per il colore sulle mani

vai a vedere se la finestra è chiusa, ché entrano gli uccellini

è molto alto da qui

c’è già la neve sulle montagne

servite il thè nel bicchiere di carta? È molto triste.

avresti dovuto rispondere che no, non potevi andare e adesso sei nel tram con tutta questa gente stanca e non ne hai voglia e ti senti stanco come loro

cercare di capire cos’è giusto

speriamo bene, dici a te stesso, una smorfia, il tuo viso, stringi le labbra

il medico ti chiede se hai freddo, rispondi di no

la finestra è aperta, il petto scoperto

puoi continuare

dovremmo smetterla

l’altro giorno non l’hai salutata perché eri distratto, ti capita quando cammini

puoi restare qui, ho un divano letto

quel fissante per i colori e non un altro

il mercato di mercoledì e sabato, gli altri giorni ci si può passare con l’automobile

non c’è molto rumore, pensavi peggio

qui e solo qui, forse perché i palazzi fanno da riparo, è dove tutti gli uccelli si riuniscono prima di migrare

manca solo il titolo

ecco le coperte ed ecco il cuscino

chi ti ha detto che lei è triste?

mentre aspetti di trovare una soluzione, il tempo ha già deciso per te

hai davvero scelto?

no, non è il tuo colore preferito, ma sta bene con gli altri

ci vediamo più tardi?

è Ravel che ha scritto quel concerto, ma lo confondi sempre con un altro

dev’essere una persona gentile

avrei dovuto leggerlo prima

passa da qui a prendere il caffè, poi ne parliamo insieme

voleva vederti, ma non diceva il perché

rispettare il silenzio in aula è per educazione

e nella vita?

questo rosa con il prussia, poi aggiungi un po’ d’oro

mai e poi mai una camicia a righe

ti posso chiamare ora?

quanti giorni ti fermi?

dovrebbe mangiare più verdura

no, devi farle bollire nell’acqua prima

qui, sul petto

la chiamiamo perché abbiamo un’interessante proposta per lei

qui, ti ho detto

non hai niente da dire a tal proposito

dall’altra parte della città

sediamoci lì che c’è il sole e fa più caldo

quando parti?

grazie di tutto

sarà la solitudine

nessuno l’ha mai saputo, solo tu

ma non ci hai chiamati

non l’ho mai detto a nessuno

avrebbe dovuto dircelo

avresti dovuto comportarti così

vi conoscete da molto tempo

ecco, hai dimenticato la finestra aperta

di nuovo

cerca di essere indulgente

lei ti parlava come se vi conosceste da sempre

l’età è relativa

pensi al passato?

da qualche parte bisognava scrivere il suo nome

senti il battito delle ali

continua sempre diritto

non ti puoi sbagliare

non sei cambiato proprio

nemmeno tu

è solo una scusa

mi piacciono le scuse

corri, corri nell’altra stanza a spalancare tutto

perché sia di nuovo libero



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