Anche di questo dobbiamo parlare
- Alessandro
- 5 ott 2024
- Tempo di lettura: 5 min
Anche di questo dobbiamo parlare
sento la tua voce in lontananza
la porta si chiude e tu volti il capo
buongiorno e buonasera quando prendi l’ascensore
le luci sorprendono quando le nuvole fanno una pausa
appena a letto, ti cerco senza trovarti e poi, nonostante tutto, mi addormento
credi che ci sia qualcuno in casa e invece non c’è nessuno
ti ricordi che avevi lasciato della frutta in frigo e scopri che l’hai mangiata la notte scorsa, ma lo hai dimenticato
com’è che si chiamava quello che diceva sempre di voler parlare con noi ma non ascoltava?
bisogna dare acqua alle piante e non dimenticarlo
chiudi a chiave prima di uscire e immagini che così i ladri faranno più fatica a entrare e ti senti soddisfatto
è sicuro che solo due viti e due bulloni bastino?
acqua ogni giorno, fidati
cosa usa per l’omelette?
andare più veloce per non perdere il tram ma senza correre, perché per niente vale la pena affannarsi e men che meno per il tram
guardare qualcuno e sorridergli per cortesia o per amore
frugare nella borsa della spesa dove hai lasciato cadere il sacchetto con il panino che adesso vuoi mangiare subito
rispondere con convinzione a qualcosa di cui non sei convinto solo per dire di sì, va tutto bene, calmati ora, e rassicurare qualcuno
provare a non mentire
sentirsi nel vento le foglie e ritornare a terra
perché succedono le cose?
dopo che sei partita, è cominciato a piovere
devi dire che hai fatto del tuo meglio
scegliere un orario di un treno e andare via
essere quello che non vorresti essere
ripeterti che devi cambiare la tua vita e ripensare alla poesia
credere di non farcela camminando per casa
ti viene fame e dimentichi che credevi di non farcela
i fagioli, quelli nel vetro
una banana al giorno
ecco cosa gli hai detto
decidere che è ora di fare la doccia, anche se ogni giorno è un’ora diversa
ma come ti sei vestito?
pensare di scrivere a qualcuno, non scrivergli
fare liste delle cose da fare e cancellare quello che hai fatto
credere di essere nel giusto e che no, non è colpa tua
vorrei dirti che mi manchi
mettere una mano intorno alle spalle di un amico perché gli vuoi bene, ma dirlo è un’altra cosa
chissà che cosa troverai nella posta oggi?
questo va ascoltato a volume alto
tutto è prenotato
che qualcosa di bello accada, ecco di cosa hai bisogno, ti dici
sono ancora le cinque ed è meglio non alzarsi, aspetti
magari ti riaddormenti
usare i colori puri
sentire precisamente che l’ami, anche se non sai come, non ne vedi i contorni
stare seduto su una panchina al lago, mentre aspetti che il tempo passi prima di andare a quella porta in centro
un altro giorno magari li inviterai a cena, ma adesso sei stanco
no, meglio lasciarlo raffreddare
il giorno dopo è sempre più buono
chiudere la finestra della stanza quando esci dalla doccia
ti accorgi solo adesso che fa freddo
ci saranno dei vetri per gli specchi del bagno che non si appannano e li devi trovare
no, non hai voglia di andare da loro, ma ci vai per essere come loro
c’è tanta gioia in lei, è incomprensibile, la gente la odierà
in alto sul fiume c’erano già gli uccelli che passavano per migrare
come si fa a essere come loro?
gli avverbi bisogna saperli usare, non è una questione personale – se il ritmo non è personale
sapere che fare con i resti dei pastelli rimasti sul tavolo
schiacciare il blu, con la punta del dito
non avere sensi di colpa
fare piani per grandi opere, ma poi dover andare a fare la spesa
avere delle opinioni su tutto quello che è mangiare e cucinare
è la tenerezza
come sto così?
vieni anche tu
è solo la tenerezza
pensare che tornerà, anche se sai che non è così
addormentarsi senza accorgersene
l’influenza non è ancora arrivata
sembra già novembre
lasciar perdere cercando di convincersene
la vicina non saluta mai, forse sei tu che non saluti
no, l’impermeabile non ci sta bene
sei timido, ma nessuno ti crede
sì, devi comprare un nuovo tavolo
Lo hai più visto?
se non ti chiamo è perché sono con qualcuno.
pensano di capire tutto, perché credono nella loro lunga esperienza
ci vediamo quando torno
scusa, era un po’ improvvisato
quindi, tu sei davvero così
il detersivo per i piatti è il sapone migliore per il colore sulle mani
vai a vedere se la finestra è chiusa, ché entrano gli uccellini
è molto alto da qui
c’è già la neve sulle montagne
servite il thè nel bicchiere di carta? È molto triste.
avresti dovuto rispondere che no, non potevi andare e adesso sei nel tram con tutta questa gente stanca e non ne hai voglia e ti senti stanco come loro
cercare di capire cos’è giusto
speriamo bene, dici a te stesso, una smorfia, il tuo viso, stringi le labbra
il medico ti chiede se hai freddo, rispondi di no
la finestra è aperta, il petto scoperto
puoi continuare
dovremmo smetterla
l’altro giorno non l’hai salutata perché eri distratto, ti capita quando cammini
puoi restare qui, ho un divano letto
quel fissante per i colori e non un altro
il mercato di mercoledì e sabato, gli altri giorni ci si può passare con l’automobile
non c’è molto rumore, pensavi peggio
qui e solo qui, forse perché i palazzi fanno da riparo, è dove tutti gli uccelli si riuniscono prima di migrare
manca solo il titolo
ecco le coperte ed ecco il cuscino
chi ti ha detto che lei è triste?
mentre aspetti di trovare una soluzione, il tempo ha già deciso per te
hai davvero scelto?
no, non è il tuo colore preferito, ma sta bene con gli altri
ci vediamo più tardi?
è Ravel che ha scritto quel concerto, ma lo confondi sempre con un altro
dev’essere una persona gentile
avrei dovuto leggerlo prima
passa da qui a prendere il caffè, poi ne parliamo insieme
voleva vederti, ma non diceva il perché
rispettare il silenzio in aula è per educazione
e nella vita?
questo rosa con il prussia, poi aggiungi un po’ d’oro
mai e poi mai una camicia a righe
ti posso chiamare ora?
quanti giorni ti fermi?
dovrebbe mangiare più verdura
no, devi farle bollire nell’acqua prima
qui, sul petto
la chiamiamo perché abbiamo un’interessante proposta per lei
qui, ti ho detto
non hai niente da dire a tal proposito
dall’altra parte della città
sediamoci lì che c’è il sole e fa più caldo
quando parti?
grazie di tutto
sarà la solitudine
nessuno l’ha mai saputo, solo tu
ma non ci hai chiamati
non l’ho mai detto a nessuno
avrebbe dovuto dircelo
avresti dovuto comportarti così
vi conoscete da molto tempo
ecco, hai dimenticato la finestra aperta
di nuovo
cerca di essere indulgente
lei ti parlava come se vi conosceste da sempre
l’età è relativa
pensi al passato?
da qualche parte bisognava scrivere il suo nome
senti il battito delle ali
continua sempre diritto
non ti puoi sbagliare
non sei cambiato proprio
nemmeno tu
è solo una scusa
mi piacciono le scuse
corri, corri nell’altra stanza a spalancare tutto
perché sia di nuovo libero
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